Duomo e tesoro di San Gennaro

Duomo di Napoli

La cattedrale fu edificata nel luogo in cui anticamente sorgevano i due templi dedicati ad Apollo e a Nettuno. Già nel IV secolo sorgeva la Basilica di Santa Restituta, poi, nel 570, fu edificata una chiesa dedicata al Salvatore, detta anche Stefania, dal nome del vescovo Stefano, che la volle. Fu il re Carlo I d’Angiò a volere la costruzione della nuova chiesa, la quale fu fatta erigere dal figlio Carlo II e inaugurata nel 1315. A causa di un terremoto nel 1456, la chiesa fu distrutta ma poi riedificata dal re Alfonso I d’Aragona. Numerosi furono, nel corso dei secoli, i rimaneggiamenti. La facciata, restaurata più volte, fu completamente rifatta nel 1887 da Enrico Alvino. La terza cappella a destra è detta del Tesoro di San Gennaro dove sono custodite le ampolle che contengono il miracoloso sangue del Patrono di Napoli. Ai lati del presbiterio vi è la Cappella Carafa, opera di Tommaso Malvito e vanto dell’arte rinascimentale napoletana. La cappella di Santa Restituta, poi, rappresenta la più antica basilica napoletana: leggenda vuole che essa fosse edificata per volontà dell’imperatore Costantino. Vi è, infine, l’antichissimo battistero di San Giovanni in Fonte, del V secolo.
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